Me ne ero accorta un paio di giorni fa, quando l’aria era divenuta irrespirabile e le prime zanzare tigre avevano bussato alla porta. Distruggendola.
Le finestre cominciavano a rimanere aperte più del solito e il cielo rimaneva azzurro sino all’ora di cena, quando quella voglia casalinga di accendere forno e fornelli era diventata concettualmente intollerabile. Notti come questa cominciano a passare lentamente in attesa del ritorno dei Gatti che, presi da raptus vitale, astutamente schizzano via tra i piedi proprio quando stai per chiudere tutto, per farsi vivi poi solo alle 4 di mattina finchè, occhiaie alla mano, non gli apri accondiscendendo allo sguardo di chi ha SEMPRE.. la vittoria in mano.

Ma oggi posso dirlo con assoluta certezza giacchè non solo sono in attesa di Timo che mi fissa li fuori e se mi avvicino si allontana 2 metri della serie “Col cavolo..si sta cosi bene, sto qui ancora un’po, tanto tu hai da scrivere no? No? Fa lo stesso.” .. ma ho stilato la lista dei recenti incontri ravvicinati, e cito:
- ragni (piccoli e grossi, con figli, piccoli o grossi, magri a zampe larghe, piccoli e ciccioni) **
- rane e rospi
- grilli e vespe
- calabroni e ammazzacavalli
- millepiedi e scarafaggi
- formiche e farfalle
- lumache e zanzare
- pipistrelli e rondini
- lucertole e moscerini
Al check mancano ancora dei nomi, come l’usuale serpentello amichevolmente detto “alimortaccitua” (perchè diciamocelo, i 3/4 non fanno nulla ma quando ti si piazza di fronte all’improvviso, una parolaccia morta con l’ultimo fiato in gola e annessa retromarcia fulminea è istintiva) e quell’animaletto a lato che mi fa troppo ridere con quel cornino. Gli scorpioni, per cui sono già psicologicamente pronta: uso i guanti anche solo per spostare un sottovaso credo ormai da circa 2 mesi, e le zecchee i topolini di campagna.
Già, la campagna.
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E’ doveroso specificare che la mia Aracnofobia l’estate subisce un evoluzione darwiniana sostanziale: da timida donnetta urlatrice con scopa in mano e “banzai” tra i denti, mi trasformo in un Serial Killer di professione.
Conosco così bene il nemico che se Kafka mi vedesse in azione mi trasformerebbe certamente in un ragno gigante.
E per quanto Lui mi guardi stupito per le miriadi d’informazioni tattico-logistiche con cui lo guido severamente alla cattura (serve il momento buono, la via di fuga analizzata, lo scatto sicuro e repentino, la velocità di riflessi all’apice etcetc.. “insomma non vogliamo mica che scappi o tu non dormi finchè non controllo il cadavere, che quelli Fanno FINTA di morire ma sono vivissimi e tu ci caschi come un allocco alle prime armi. Sciocco civile.“) non si trattiene dal narrarmi racconti raccrapiccianti -tutti rigorosamente verissimi- come quello di quel tipo che nella casa vecchia e abbandonata, scopre che quei pessimi rumori striduli e continui nel buio, altro non sono che ragni intenti a cibarsi “l’ho visto su un documentario“.. abbè GRAZIE per avermi aggiornata.
Per questo miei cari animalisti porgo le mie scuse se ogni anno decimo la razza e me ne vanto pure con una risata isterica. Insomma, notata la lista? Li amo tutti (beh l’ammazzacavali non molto visto il 40° di febbre con cui mi son ritrovata) ma li amo.
I ragni no.
Un giorno scriverò cosa abbia dovuto sorbire in tutta la vita da quei cosi e allora avrò meritata comprensione.. fino ad allora perdonatemi, o alleatevi.


Chiudo in bellezza con la prima farfalla dell’anno. Considerando vento e assenza di cavalletto, sono soddisfatta :)



E’ tutta la mattina che LUI scassa con lime, seghe elettriche, martellate, fuoco, olio bollente. Dopo settimane di studio s’era infatti deciso a costruire un 
