Avanzi in cucina

Chi mi segue sa bene quanto io abbia un tarlo anti spreco. E quanto, quando piove, il mio istinto si attivi in stile: “Moriremo tutti. L’era glaciale è qui! Cucina oggi come non ci fosse un domani, riempi la dispensa. Salvati!”.
Non so perchè. Freud direbbe che è colpa dell’ansia di mia madre, l’assenza di mio padre, il gattino morto da piccolo, la mia caduta dalla bicicletta a 9 anni. E quindi oggi che era una classica giornata invernale di un tipico Aprile dell’era Trump: “Buco dell’ozono? Sversamenti petroliferi? Pantegane a quattro teste? Fandonie comuniste. Dai con queste centrali nucleari che ho golf alle 4“.. apriti cielo. Sono in cucina da mezzogiorno ossia da quando ho aperto il frigo per pranzare e ne trovato metà in scadenza e pieno di avanzi.

La parte più rognosa è trovare ricette per cui servano il maggior numero di ingredienti da far fuori, calcolando probabili sostituzioni e quantità a disposizione. Certo ci sono sempre le classiche “spazzatutto” della nonna stile frittatona di pasta, torte salate sorpresa etc ma io mi stanco facilmente perciò oggi è toccato a qualche variante.

Lasagna in bianco
Con mezza scatola di sfoglia secca aperta dal ’15-’18 ho preparato una teglia facendo più strati di: rimasuglio di grattugiato misto, prezzetti di tutti i formaggi misti rimasti a giro nel frigo, gli avanzi di prosciutto cotto, tacchino e una besciamella prossima a scadenza. In mezzora era già cotta. Finirà nel surgelatore a fette già predisposte e nelle sere di pigrizia in forno/grill per farle ritrovare fragranza e filante formaggiosità!

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Ciambellone leggero di frutta
Avevo due mele che cominciavano ad ammorbidirsi e meno di mezzo pacco di farina rimasto fuori dal vaso in vetro (circa 200gr), uno yogurt scaduto da 4gg (e quindi perfettamente commestibile), tre dita di latte e degli avanzi di cioccolato da pasqua.. ho mescolato farina, pezzetti di mele, cannella e sale qb, 1 bustina di lievito, yogurt, zucchero 60gr, latte e -alla fine- pezzetti di cioccolato, coprendo poi con delle striscette di mela a mò di vortice in superficie et voilà. In mezzoretta a 180° anche qui tutto pronto e domani a colazione sarà una pacchia. Questo ciambellone essendo senza uova, burro e con pochissimo zucchero (c’è già la frutta e a me piace poco dolce) è anche molto leggero!

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Poi ci sarebbe anche altro, lo Sciroppo di Cedri.
Il tempo pazzo di quest’anno ha buttato in terra tutti i nostri bellissimi cedri, sempre difficili da cucinare. Oggi però prima di doverli gettare nel compost perchè troppo vecchi mi sono impelagata nello sciroppo ma sta ancora sobollendo.. ed è venuto più un caramello che altro! Perciò prima devo capire come usarlo in questa forma e poi vedremo :)

Strap and Go!

Era tanto che volevo condividere questo metodo che uso da anni per riciclare la carta. Ovviamente non parlo di carta intonsa ma di tutte quelle fotocopie – stampe – lettere – avanzi di vecchie agende, diari, quaderni, notes, foglietti volanti vari.. carte in generale insomma… che hanno almeno un lato bianco. Le dimensioni invece non contano anzi, più sono diversificate e meglio è!

Perché? 
In primis si ricicla la carta accorgendosi dell’enorme quantità che normalmente si spreca gettandola ma si evita anche di buttare soldi comprando blocchi per appunti di poco conto ed è molto pratico e dinamico. Basta infatti allungare la mano e strappare. Non nascondo poi che la sensazione di “strap” diverte sempre molto (è un po come scoppiare le bolle d’aria della carta da pacchi insomma).

Ma i formati a che servono?
A prescindere dal colore, che siano a righe o a quadretti, è fondamentale che siano di dimensioni diverse: se al telefono devo appuntare un numero mi basta strappare una striscetta salvata magari ad un mini agendina, mentre per una conversazione dedita alle esigenze di un cliente, la bozza la butto giù su un bel foglio A4, ossia dietro una stampa venuta male (normalmente si cambia idea in corso d’opera o si preferisce modificare dopo i miei suggerimenti e per tante variegate modifiche è decisamente l’ideale); per un ordine d’acquisto personalizzato invece è meglio il formato ad elenco stretto e lungo etc.Tutto ciò che è bozza lo svolgo su questi fogli, così come la To Do List quotidiana, appunti da usa & getta .. tutto ciò che non deve essere presentato a chicchessia ma solo pratico per me.

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Come realizzare un blocco dinamico con carta riciclata:

  1. Reperire tutta la carta con almeno un lato bianco
  2. Bucarla in un angolo spingendola nell’anello di ferro aperto
  3. Chiudere l’anello intorno ad un gancio solido (o in alternativa ad un morsetto)

– Possibilmente cercare d’inserire il formato più grande dietro e a salire il più piccolo: sarà più facile reperire quello utile e rendersi subito conto dei formati a disposizione.
– L’anello si trova facilmente in cartoleria e, personalmente, lo appendo ad un morsetto che ho a lato della scrivania / tavolo da lavoro: in questo modo mi basta allungare un braccio..et voilà! 

Vi renderete davvero conto dell’enorme quantità di carta che normalmente avreste gettato e quanto invece avere un blocchetto vicino al telefono, in studio o alla scrivania, sia comodo!  Fatemi sapere se provate a realizzarlo e come vi trovate :)

Coppe di kiwi, crema e frutti di bosco

Anche quest’anno abbiamo a disposizione, grazie alla sola terra, tanti kiwi biologici… e dopo aver sperimentato varie ricette come panini con formaggio kiwi e sottilissimi fogli di cipolla, cocktail, frullati, crostate, carne e salsine varie, ho deciso di farne un semplice dolce al bicchiere: si tratta infatti di semplicissimi kiwi alla crema (d’altronde la crema è regina con la frutta fresca!) e per farli serve:

-kiwi
-frutti di bosco
-4 tuorli
-100gr zucchero
-30gr farina
-1/2 lt latte
-vaniglia o scorza di limone

Si prepara la crema lavorando i tuorli con zucchero e farina e mettendo il composto in una casseruola. Va quindi aggiunto il latte a filo e il baccello di vaniglia (o le scorzette di limone secondo preferenza) girando per circa 5′ e comunque finchè non s’addensa un poco, senza creare grumi. Freddata la crema vanno riempite le coppe a strati alternando questa ai kiwi. Sull’ultimo strato spargere una manciata di frutti di bosco.

Volendo si possono aggiungere scaglie di cioccolato, cannella o foglie di menta a seconda della stagione. Io avevo i mirtilli rossi. Semplice e veloce senza troppi pensieri, si mantiene in frigo prima di servire.

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Scorzette di agrumi al cioccolato

12644948_948217451900507_3340322640846531449_nQuest’anno gli alberi ci hanno donato moltissime arance, ed erano così grandi, buone e dolci che ce le siamo letteralmente litigate… impegnatissimi a discutere su quelle dolci però, nessuno ha badato agli altri due alberi che, nel frattempo, esplodevano di quelle amare!
Le ho colte io ma non avendo molta voglia di farne marmellata ho dovuto pensare a qualcosa di alternativo e così, visto il San Valentino alle porte, ho pensato di farne delle scorzette candite: mi pareva infatti anche una buona idea da regalare in caso di esito positivo. Per questo non badate troppo alla forma grossolana della foto: sono state le prime, atte a studiarne il procedimento!!

Ingredienti: arance, limoni e cedri – 1/2lt acqua – 400gr zucchero -cioccolato – carta da forno o griglia a trama fitta, pinze

  • Lavare e sbucciare gli agrumi a spicchi, pulirli dalla parte bianca (amara), tagliarli a fettine di circa 5mm e metterli in acqua fredda. (Con la polpa avanzata volendo ci sono due soluzioni veloci: succo da bere o pezzettoni in insalata con scaglie di grana e aceto balsamico).
  • In una casseruola sciogliere circa 1/2 lt d’acqua con 400gr di zucchero e quando comincia a bollire unire le scorzette di arance, cedri o limoni lasciandole per circa 15, 20 minuti a caramellare, girando di tanto in tanto.
  • Infine ogni spicchio va messo a scolare sulla griglia (io ne ho usate due incrociate sul lavandino); passato il tempo necessario affinchè si rapprendano un poco (circa 2 ore) sciogliere il cioccolato in un pentolino (se avete tempo a bagnomaria) e intingere ogni spicchio per 3/4 per poi adagiarlo sulla griglia (o su carta da forno) a freddarsi. Finito il procedimento se rimangono troppo morbide, riporre nel freezer il tempo utile a farle rapprendere al meglio.

Non amando il cioccolato troppo dolce, ho preferito sciogliere un paio di cubetti che avevo d’avanzo con della polvere di cacao amaro e un paio di dita di latte: è importante infatti che la consistenza non sia troppo densa ma al contempo neppure liquida finendo per sgusciare via dalla copertura. Deve infatti rimanere abbastanza densa così da seccarsi 12670174_948217541900498_4679694342219148467_nricoprendo per bene la scorzetta.

Il procedimento è molto semplice, l’unico problema è che porta via molto tempo considerando quello d’attesa e di lavorazione spicchio per spicchio. Il risultato però è impareggiabile.. e sono inoltre un delizioso pensierino da portare chiuso in carta trasparente infiocchettata di tutto punto!

Tre ricette con le visciole

11014637_844568205598766_5258499844324213378_nNon era mica finita lì (o meglio, qui)! Neppure dopo la marmellata gli stormi sono arrivati… e così ho fatto un altra capatina sull’albero e la casa è diventata tutta un visciolame! Mi scoccia da morire infatti far marcire la frutta sugli alberi e a costo di riempire la dispensa è obbligatorio usarla, quindi ecco altre tre idee:

  1. Visciole sciroppate 
  2. Crostata 
  3. Base per il liquore Ratafià (versione Abruzzese).

Per le visciole sciroppate -utilissime per decorare le torte o da usare sul gelato o nelle macedonie estive) basta lavarle, snocciolarle e tenerle 24h in un pentolino ricoperte con dello zucchero di canna; dopodichè tirare fuori i frutti e mettere a cuocere soltanto il composto formatosi come fosse una normale marmellata (aggiungendoci dello zucchero qb se necessario). Quando si è rappresa a sufficienza vanno re-inserite le visciole e, facendo attenzione che non si rompano, mescolare per 5 minuti. Infine riempire il vasetto sterilizzato e creare il sotto vuoto.

La marmellata della torta in foto era quella di susine dell’anno scorso (dovevo liberare i vasetti per preparami a quella di quest’anno) ma ovviamente la ricetta per la crostata è la solita: basta solo cambiare il gusto della copertura!

Infine c’è la grande boccia di visciole in quarantena per preparare quella che sarà la Ratafià. Qui le ricette sono molte e diverse perchè dipende dalle zone e dall’uso tramandato. Alcune aggiungono il vino all’inizio, altre come la mia, alla fine. Per ora sono nella fase dei 40gg di riposo al sole scuotendo ogni tanto. Aggiornerò il post con la ricetta alla conclusione =)

Marmellata di Visciole

bbbbQuest’anno la grandine ci ha risparmiato ma l’hanno fatto anche gli uccelli: erano giorni che guardavamo l’albero chiedendoci quale mattina saremmo giunti trovandolo spoglio. E invece non è accaduto. Così di buona lena abbiamo raccolto un bel cesto di visciole ed è scattata subito l’agognata confettura.
A discapito delle varie ricette che pretendono un chilo di zucchero per uno di frutta ho usato dosi meno imponenti ma limone compreso, è venuta ugualmente dolce per i miei gusti. Pazienza. D’altronde di meno sarebbe stato davvero troppo poco ma sopratutto la sola idea di aver terminato di snocciolarne un chilo sarà sufficiente a priori per tenermi soddisfatta a lungo! Ho infatti acquisito una manualità invidiabile e brevemente divisibile in

  1. tira il picciolo se è dura
  2. spremi da dietro se morbida

una pratica così vicina allo zen che mi ha tolto solo un ora di vita per snocciolarle tutte. Figuriamoci a non conoscerla….

Piuttosto permettetemi di lasciarvi un paio di consigli illuminati: non credete a chi vi dice che per fare prima si può usare lo snocciolatore per olive, perchè con i secondi perduti ad inserirne una e pulire per l’altra avrete già snocciolato cinque visciole a mano! Basta solo tecnica ed organizzazione (tipo i contenitori “a portata di mano”: uno per le visciole snocciolate, uno per gettare i piccioli e quello da dove prenderle, a seconda siate destri o mancini organizzatevele a giusta distanza e via di polso). E non badate neppure a quelle ricette che vi suggeriscono di comprarle belle dure e senza alcun difetto.. evidentemente non conoscono il gusto della visciola spontanea prescelta dagli animali (che la sanno molto più lunga di noi bestiole da aaaasupermercato). Perciò bando alla pigrizia cosmopolita e giù di lavoro di manuale.. il gusto della marmellata fatta in casa non si può comprare in nessun negozio, neanche bio =)

Dosi: 1kg di visciole, 400gr di zucchero, 1 limone piccolo
Procedimento: lavare, asciugare e snocciolare le visciole. Metterle in una casseruola capiente e versare zucchero e limone mescolando spesso e rimanendo a fuoco basso -per minimo un ora- fino a cottura.
Quando la marmellata sarà pronta e i vasetti asciutti e ancora caldi, versatecela dentro lasciando un centimetro dal bordo -che dovrà rimanere ben pulito- poi avvitate e capovolgeteli. Copriteli e lasciateli freddare per qualche ora per far creare il sottovuoto.

NB.
La densità va a piacere, in caso fate la classica prova del cucchiaino.
Per la sterilizzazione vale la solita procedura: fate bollire i vasetti per una buona mezz’ora in mezzo a fogli di giornale o ad un canovaccio bianco, in abbondante acqua -fino a coprirli- e negli ultimi minuti aggiungete i tappi. Lasciateli scolare e asciugare. Prima di mettere via i vasetti segnateci la data di creazione: vanno consumati non più tardi di 6/8 mesi, inoltre controllate che il sottovuoto sia venuto bene.

Altered Moonrise Journals

In tutto questo marasma di cucina e riciclaggio non dimentichiamoci dell’altra mia parte creativa! Stasera quindi un post dedicato ad alcuni lavori: spesso infatti i raggi lunari possono lasciar scorgere curiose scene notturne.. io ve ne propongo alcune, tutte nel silenzio e sotto il grande albero, tutte come sempre ideate, disegnate, modellate, dipinte e rifinite a mano da me.
Pezzi unici che posso ricreare su commissione personalizzandoli: sebbene mai uno verrà uguale all’altro, neppure volendo. Potete scrivermi qui, su Facebook o prendere direttamente sul sito web le novità in ogni caso rispondo sempre!

 

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