Crostata Fase Lunare

Ricordate la faticaccia per la marmellata di visciole?
E il conseguente post su come usarla.. con le tre ricette di visciole?
Beh.. quest’anno non è andata così bene. Vuoi un po il meteo sempre più bizzarro, un po il mancato tempo di raccoglierle, è uscito un solo vasetto! Però per non ricadere sulla solita crostata mi sono lasciata ispirare dal cielo, o meglio dalla mia amata Luna.
E’ nata così la Crostata Lunare.. semplice e genuina ma decorata con le fasi lunari crescenti e calanti.. considerando che ho seguito l’istinto e l’ho relizzata senza badare ai disegni (mi era avanzata la pasta..) non solo è piaciuta ma è piaciuta anche l’idea. Ormai a casa è un must che ricade… ad ogni eclissi. Proprio come quella del 7 Agosto 2017 :)
Vi piace l’idea?

fffffffff

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Tre ricette con le visciole

11014637_844568205598766_5258499844324213378_nNon era mica finita lì (o meglio, qui)! Neppure dopo la marmellata gli stormi sono arrivati… e così ho fatto un altra capatina sull’albero e la casa è diventata tutta un visciolame! Mi scoccia da morire infatti far marcire la frutta sugli alberi e a costo di riempire la dispensa è obbligatorio usarla, quindi ecco altre tre idee:

  1. Visciole sciroppate 
  2. Crostata 
  3. Base per il liquore Ratafià (versione Abruzzese).

Per le visciole sciroppate -utilissime per decorare le torte o da usare sul gelato o nelle macedonie estive) basta lavarle, snocciolarle e tenerle 24h in un pentolino ricoperte con dello zucchero di canna; dopodichè tirare fuori i frutti e mettere a cuocere soltanto il composto formatosi come fosse una normale marmellata (aggiungendoci dello zucchero qb se necessario). Quando si è rappresa a sufficienza vanno re-inserite le visciole e, facendo attenzione che non si rompano, mescolare per 5 minuti. Infine riempire il vasetto sterilizzato e creare il sotto vuoto.

La marmellata della torta in foto era quella di susine dell’anno scorso (dovevo liberare i vasetti per preparami a quella di quest’anno) ma ovviamente la ricetta per la crostata è la solita: basta solo cambiare il gusto della copertura!

Infine c’è la grande boccia di visciole in quarantena per preparare quella che sarà la Ratafià. Qui le ricette sono molte e diverse perchè dipende dalle zone e dall’uso tramandato. Alcune aggiungono il vino all’inizio, altre come la mia, alla fine. Per ora sono nella fase dei 40gg di riposo al sole scuotendo ogni tanto. Aggiornerò il post con la ricetta alla conclusione =)

Marmellata di Visciole

bbbbQuest’anno la grandine ci ha risparmiato ma l’hanno fatto anche gli uccelli: erano giorni che guardavamo l’albero chiedendoci quale mattina saremmo giunti trovandolo spoglio. E invece non è accaduto. Così di buona lena abbiamo raccolto un bel cesto di visciole ed è scattata subito l’agognata confettura.
A discapito delle varie ricette che pretendono un chilo di zucchero per uno di frutta ho usato dosi meno imponenti ma limone compreso, è venuta ugualmente dolce per i miei gusti. Pazienza. D’altronde di meno sarebbe stato davvero troppo poco ma sopratutto la sola idea di aver terminato di snocciolarne un chilo sarà sufficiente a priori per tenermi soddisfatta a lungo! Ho infatti acquisito una manualità invidiabile e brevemente divisibile in

  1. tira il picciolo se è dura
  2. spremi da dietro se morbida

una pratica così vicina allo zen che mi ha tolto solo un ora di vita per snocciolarle tutte. Figuriamoci a non conoscerla….

Piuttosto permettetemi di lasciarvi un paio di consigli illuminati: non credete a chi vi dice che per fare prima si può usare lo snocciolatore per olive, perchè con i secondi perduti ad inserirne una e pulire per l’altra avrete già snocciolato cinque visciole a mano! Basta solo tecnica ed organizzazione (tipo i contenitori “a portata di mano”: uno per le visciole snocciolate, uno per gettare i piccioli e quello da dove prenderle, a seconda siate destri o mancini organizzatevele a giusta distanza e via di polso). E non badate neppure a quelle ricette che vi suggeriscono di comprarle belle dure e senza alcun difetto.. evidentemente non conoscono il gusto della visciola spontanea prescelta dagli animali (che la sanno molto più lunga di noi bestiole da aaaasupermercato). Perciò bando alla pigrizia cosmopolita e giù di lavoro di manuale.. il gusto della marmellata fatta in casa non si può comprare in nessun negozio, neanche bio =)

Dosi: 1kg di visciole, 400gr di zucchero, 1 limone piccolo
Procedimento: lavare, asciugare e snocciolare le visciole. Metterle in una casseruola capiente e versare zucchero e limone mescolando spesso e rimanendo a fuoco basso -per minimo un ora- fino a cottura.
Quando la marmellata sarà pronta e i vasetti asciutti e ancora caldi, versatecela dentro lasciando un centimetro dal bordo -che dovrà rimanere ben pulito- poi avvitate e capovolgeteli. Copriteli e lasciateli freddare per qualche ora per far creare il sottovuoto.

NB.
La densità va a piacere, in caso fate la classica prova del cucchiaino.
Per la sterilizzazione vale la solita procedura: fate bollire i vasetti per una buona mezz’ora in mezzo a fogli di giornale o ad un canovaccio bianco, in abbondante acqua -fino a coprirli- e negli ultimi minuti aggiungete i tappi. Lasciateli scolare e asciugare. Prima di mettere via i vasetti segnateci la data di creazione: vanno consumati non più tardi di 6/8 mesi, inoltre controllate che il sottovuoto sia venuto bene.

Dispensa invernale atto I: Marmellata di Fichi & Conserva di Pomodori

In pieno Agosto e 40° all’ombra.. non ho resistito a preparare le scorte per l’inverno grazie alle generose produzioni dell’orto.


Quindi smanettando in cucina ho sfollato il freezer e raccolto il cestello mattutino (4 piantine circa 3kg di pomodori) cominciando l’AmbaradaM per il Rituale della Conserva di Pomodoro, che ha portato infine ben 4 vasetti con tanto di Basilico nostrano (quest’anno meno rigoglioso ma sempre profumatissimo)

Non contenta poi e avendo speso un paio d’ore buone a cogliere Fichi lottando con le api, ho utilizzato anche un cestino di questi.
infatti mi sono cimentata nella Marmellata di Fichi. che,  sperimentati già nei vari tentativi, mi vede alla fine procedere così ..e vado sul sicuro:

kit

  • vasetti con chiusura ermetica
  • 2 kg di fichi
  • 400 gr di zucchero
  • 1/2 limone
  • cannella

– pulisco i fichi dai piccioli lavandoli e sbucciandoli
– li metto in un tegame con circa 400kg di zucchero (per me che piace poco dolce: 320\350)
– aggiungo il limone spremuto e un pizzico di cannella
– lascio cuocere per circa 2 ore a fuoco basso rigirando molto spesso e togliendo la schiumetta bianca finchè il composto non s’è ben amalgamato. Per capire se è pronta eseguo la fatidica prova del piattino versando un cucchiaino di marmellata su un piatto inclinato: se è ancora troppo liquida scivolerà celermente, se rimane invece praticamente incollata..beh..è da togliere! Comunque è da tenere a mente che  si rapprende sempre un’po una volta freddata
– verso nei vasetti ermetici (lavati, asciugati e prescaldati in forno o sterilizzati racchiusi in un panno per 15 m in pentola)
– e chiudo i barattoli ben attenta che i bordi non si sporchino. Li lascio poi girati per una notte per creare il sottovuoto, al buio e avvolti in uno straccio.

Stamane il primo l’ho aperto per colazione (non ho resistito),  il secondo me l’hanno praticamente rubato.  Sò soddisfazioni..  mica no! :D