Coppe di kiwi, crema e frutti di bosco

Anche quest’anno abbiamo a disposizione, grazie alla sola terra, tanti kiwi biologici… e dopo aver sperimentato varie ricette come panini con formaggio kiwi e sottilissimi fogli di cipolla, cocktail, frullati, crostate, carne e salsine varie, ho deciso di farne un semplice dolce al bicchiere: si tratta infatti di semplicissimi kiwi alla crema (d’altronde la crema è regina con la frutta fresca!) e per farli serve:

-kiwi
-frutti di bosco
-4 tuorli
-100gr zucchero
-30gr farina
-1/2 lt latte
-vaniglia o scorza di limone

Si prepara la crema lavorando i tuorli con zucchero e farina e mettendo il composto in una casseruola. Va quindi aggiunto il latte a filo e il baccello di vaniglia (o le scorzette di limone secondo preferenza) girando per circa 5′ e comunque finchè non s’addensa un poco, senza creare grumi. Freddata la crema vanno riempite le coppe a strati alternando questa ai kiwi. Sull’ultimo strato spargere una manciata di frutti di bosco.

Volendo si possono aggiungere scaglie di cioccolato, cannella o foglie di menta a seconda della stagione. Io avevo i mirtilli rossi. Semplice e veloce senza troppi pensieri, si mantiene in frigo prima di servire.

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Scorzette di agrumi al cioccolato

12644948_948217451900507_3340322640846531449_nQuest’anno gli alberi ci hanno donato moltissime arance, ed erano così grandi, buone e dolci che ce le siamo letteralmente litigate… impegnatissimi a discutere su quelle dolci però, nessuno ha badato agli altri due alberi che, nel frattempo, esplodevano di quelle amare!
Le ho colte io ma non avendo molta voglia di farne marmellata ho dovuto pensare a qualcosa di alternativo e così, visto il San Valentino alle porte, ho pensato di farne delle scorzette candite: mi pareva infatti anche una buona idea da regalare in caso di esito positivo. Per questo non badate troppo alla forma grossolana della foto: sono state le prime, atte a studiarne il procedimento!!

Ingredienti: arance, limoni e cedri – 1/2lt acqua – 400gr zucchero -cioccolato – carta da forno o griglia a trama fitta, pinze

  • Lavare e sbucciare gli agrumi a spicchi, pulirli dalla parte bianca (amara), tagliarli a fettine di circa 5mm e metterli in acqua fredda. (Con la polpa avanzata volendo ci sono due soluzioni veloci: succo da bere o pezzettoni in insalata con scaglie di grana e aceto balsamico).
  • In una casseruola sciogliere circa 1/2 lt d’acqua con 400gr di zucchero e quando comincia a bollire unire le scorzette di arance, cedri o limoni lasciandole per circa 15, 20 minuti a caramellare, girando di tanto in tanto.
  • Infine ogni spicchio va messo a scolare sulla griglia (io ne ho usate due incrociate sul lavandino); passato il tempo necessario affinchè si rapprendano un poco (circa 2 ore) sciogliere il cioccolato in un pentolino (se avete tempo a bagnomaria) e intingere ogni spicchio per 3/4 per poi adagiarlo sulla griglia (o su carta da forno) a freddarsi. Finito il procedimento se rimangono troppo morbide, riporre nel freezer il tempo utile a farle rapprendere al meglio.

Non amando il cioccolato troppo dolce, ho preferito sciogliere un paio di cubetti che avevo d’avanzo con della polvere di cacao amaro e un paio di dita di latte: è importante infatti che la consistenza non sia troppo densa ma al contempo neppure liquida finendo per sgusciare via dalla copertura. Deve infatti rimanere abbastanza densa così da seccarsi 12670174_948217541900498_4679694342219148467_nricoprendo per bene la scorzetta.

Il procedimento è molto semplice, l’unico problema è che porta via molto tempo considerando quello d’attesa e di lavorazione spicchio per spicchio. Il risultato però è impareggiabile.. e sono inoltre un delizioso pensierino da portare chiuso in carta trasparente infiocchettata di tutto punto!

Tre ricette con le visciole

11014637_844568205598766_5258499844324213378_nNon era mica finita lì (o meglio, qui)! Neppure dopo la marmellata gli stormi sono arrivati… e così ho fatto un altra capatina sull’albero e la casa è diventata tutta un visciolame! Mi scoccia da morire infatti far marcire la frutta sugli alberi e a costo di riempire la dispensa è obbligatorio usarla, quindi ecco altre tre idee:

  1. Visciole sciroppate 
  2. Crostata 
  3. Base per il liquore Ratafià (versione Abruzzese).

Per le visciole sciroppate -utilissime per decorare le torte o da usare sul gelato o nelle macedonie estive) basta lavarle, snocciolarle e tenerle 24h in un pentolino ricoperte con dello zucchero di canna; dopodichè tirare fuori i frutti e mettere a cuocere soltanto il composto formatosi come fosse una normale marmellata (aggiungendoci dello zucchero qb se necessario). Quando si è rappresa a sufficienza vanno re-inserite le visciole e, facendo attenzione che non si rompano, mescolare per 5 minuti. Infine riempire il vasetto sterilizzato e creare il sotto vuoto.

La marmellata della torta in foto era quella di susine dell’anno scorso (dovevo liberare i vasetti per preparami a quella di quest’anno) ma ovviamente la ricetta per la crostata è la solita: basta solo cambiare il gusto della copertura!

Infine c’è la grande boccia di visciole in quarantena per preparare quella che sarà la Ratafià. Qui le ricette sono molte e diverse perchè dipende dalle zone e dall’uso tramandato. Alcune aggiungono il vino all’inizio, altre come la mia, alla fine. Per ora sono nella fase dei 40gg di riposo al sole scuotendo ogni tanto. Aggiornerò il post con la ricetta alla conclusione =)

Marmellata di Visciole

bbbbQuest’anno la grandine ci ha risparmiato ma l’hanno fatto anche gli uccelli: erano giorni che guardavamo l’albero chiedendoci quale mattina saremmo giunti trovandolo spoglio. E invece non è accaduto. Così di buona lena abbiamo raccolto un bel cesto di visciole ed è scattata subito l’agognata confettura.
A discapito delle varie ricette che pretendono un chilo di zucchero per uno di frutta ho usato dosi meno imponenti ma limone compreso, è venuta ugualmente dolce per i miei gusti. Pazienza. D’altronde di meno sarebbe stato davvero troppo poco ma sopratutto la sola idea di aver terminato di snocciolarne un chilo sarà sufficiente a priori per tenermi soddisfatta a lungo! Ho infatti acquisito una manualità invidiabile e brevemente divisibile in

  1. tira il picciolo se è dura
  2. spremi da dietro se morbida

una pratica così vicina allo zen che mi ha tolto solo un ora di vita per snocciolarle tutte. Figuriamoci a non conoscerla….

Piuttosto permettetemi di lasciarvi un paio di consigli illuminati: non credete a chi vi dice che per fare prima si può usare lo snocciolatore per olive, perchè con i secondi perduti ad inserirne una e pulire per l’altra avrete già snocciolato cinque visciole a mano! Basta solo tecnica ed organizzazione (tipo i contenitori “a portata di mano”: uno per le visciole snocciolate, uno per gettare i piccioli e quello da dove prenderle, a seconda siate destri o mancini organizzatevele a giusta distanza e via di polso). E non badate neppure a quelle ricette che vi suggeriscono di comprarle belle dure e senza alcun difetto.. evidentemente non conoscono il gusto della visciola spontanea prescelta dagli animali (che la sanno molto più lunga di noi bestiole da aaaasupermercato). Perciò bando alla pigrizia cosmopolita e giù di lavoro di manuale.. il gusto della marmellata fatta in casa non si può comprare in nessun negozio, neanche bio =)

Dosi: 1kg di visciole, 400gr di zucchero, 1 limone piccolo
Procedimento: lavare, asciugare e snocciolare le visciole. Metterle in una casseruola capiente e versare zucchero e limone mescolando spesso e rimanendo a fuoco basso -per minimo un ora- fino a cottura.
Quando la marmellata sarà pronta e i vasetti asciutti e ancora caldi, versatecela dentro lasciando un centimetro dal bordo -che dovrà rimanere ben pulito- poi avvitate e capovolgeteli. Copriteli e lasciateli freddare per qualche ora per far creare il sottovuoto.

NB.
La densità va a piacere, in caso fate la classica prova del cucchiaino.
Per la sterilizzazione vale la solita procedura: fate bollire i vasetti per una buona mezz’ora in mezzo a fogli di giornale o ad un canovaccio bianco, in abbondante acqua -fino a coprirli- e negli ultimi minuti aggiungete i tappi. Lasciateli scolare e asciugare. Prima di mettere via i vasetti segnateci la data di creazione: vanno consumati non più tardi di 6/8 mesi, inoltre controllate che il sottovuoto sia venuto bene.

Biscotti regalo

Semplici, deliziosi, d’effetto.
La ricetta è simile a quella dei biscotti miele & zenzero. Il pacchetto è stato fatto con semplice carta da pacco e nastrino rosso, al posto di renne e scoiattoli.. stelle.
Buone Feste!

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Torta di Carote & Mandorle (ma anche cardamomo, zenzero e cannella!)

Semplicissima ricetta per far fuori le carote avanzate o semplicemente per gustarle in modo diverso in una mezzoretta =) Cosa Serve

150 gr di carote
200 gr di farina 00
100 gr di zucchero
2 cucchiai di olio di semi
2 uova
1 bustina di lievito vanigliato
1 scorza di limone grattugiato
burro
1 pizzico di sale
zucchero a velo q.b.
100 g di mandorle ***

Come Fare

-Pulire le carote e dopo averle tagliate a pezzetti frullarle assieme a 3/4 delle Mandorle.
-Montare le uova con lo zucchero finchè non diventa spumoso.
-In una ciotola mescolare Farina, Sale, Lievito.
Quindi aggiungere il composto delle uova quello delle carote, l’olio, la scorza di limone e amalgamare bene (in caso risultasse troppo asciutto aggiungere un goccio di latte).
-Imburrare uno stampo, spargere un’po di farina e versate.
-Infornare a 180° per circa mezz’ora.

Decorare con zucchero a velo e le mandorle che avrete lasciato da parte.

**

NB al posto delle Mandorle si possono usare le Noci o i Pinoli, oppure tutto assieme: un misto di frutta secca!


10669998_336992139824243_7553881134833313255_nAggiorno questo post per aggiungere una variante davvero molto gustosa!

Si tratta della torta di carote e mandorle.. con l’aggiunta del cardamomo, zenzero e un pizzico di cannella.
Il sapore ovviamente cambia radicalmente: mentre la prima è delicatissima al palato, in quest’altra il cardamomo regna incontrastato, salvo cedere il passo a pizzichi puntinati di zenzero e retrogusti lontani di cannella.
Il cardamomo non piace a tutti però.. io invece l’adoro da quando lo scoprii per una torta indiana molto particolare perciò abbondo senza problemi. Il consiglio che vi do però è di usarne poco, ha un sapore forte, non ne serve molto  =)

Dispensa invernale atto II: More selvatiche

Secondo capitolo dedicato alla conservazione ma sopratutto al ricordarsi di raccogliere ciò che l’Estate porta gratuitamente.

Le More vengono a mio avviso decisamente sottovalutate.. ce ne ricordiamo solo quando servono (spesso per i dolci o macedonie sfiziose) e al supermercato i prezzi non sono mai economici, quando invece basterebbe darsi un occhiata intorno se siamo nei boschi o in aperta campagna, per notare uno di quei rovi di confine bruttini alla vista ma che celano i preziosi delicati e saporiti frutti di bosco.

Questa è la mia raccolta di quest’anno, o meglio la prima.. le piante sono stracolme. Indecisa se farne della marmellata o una crostata potrei anche gettarle nello yogurt fatto in casa sfruttandone la rarissima freschezza :)

In caso di dubbio troppo lungo, è possibile anche congelarle: una semplice pulizia con un panno umido e via, nelle teglie di alluminio, tenendole distanziate se serviranno in perfetta forma. 

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